"hispanica"
La musica spagnola dal secolo XII° al secolo XIV°
Il patrimonio della musica medievale spagnola risulta essere oggi uno dei meglio conservati grazie all’opera di monaci e studiosi facoltosi, amanti delle lettere e delle arti; primo fra tutti fu re Alfonso X°, detto per l’appunto “il savio”, che sotto il suo regno ospitò centinaia di artisti e musicisti. Dal loro lavoro, unito all’instancabile attività degli amanuensi, nacque la raccolta delle “Cantigas de Santa Maria”, monumento musicale che ci fornisce una fonte unica di conoscenza della cultura medievale. Si tratta di racconti musicali in cui si narrano le gesta miracolose della Vergine, vera protagonista nel bene delle numerose vicende e in cui emerge quella religiosità popolare ancora legata ai vecchi culti e alle vecchie leggende. Questo tratto emerge anche in un’altra raccolta, il “Llivre Vermell”, conservata al monastero di Montsarrat, vicino Barcellona. Qui, accanto a esempi di rara bellezza di polifonia, troviamo canti a ballo che venivano appunto cantati e danzati sul sagrato della chiesa, (originariamente anche all’interno) e che testimoniano ancora una volta il carattere “profano” della religiosità medievale.
A chiudere questo sguardo sulla musica della penisola iberica, i canti della tradizione sefardita e l’incantata e dolce poesia di Martim Codax, raccolta nelle famose “Cantigas de amigo”, la cui rocambolesca vicenda nell’essere riscoperte all’inizio del 1900, le rende ancor più preziose e intriganti; questo ed altro scopriremo durante il concerto.