AMOREI
Autoproduzione, 2004
AMOREI è una raccolta di musiche e canti medioevali in cui, come per l’opera precedente, è stata fondamentale l’ispirazione a uno dei cinque elementi della natura. Se l’acqua è stato il tema trattato in “Aqua Mater”, in questo lavoro ci siamo fatti guidare dall’elemento opposto: il fuoco inteso come passione, coraggio, purezza. Motore universale attorno al quale ruota l’intera esistenza umana, l’amore viene mirabilmente trattato in questi brani tanto da sprigionarne ancora, a distanza di secoli, la forza che si nasconde nelle composizioni metriche e musicali. Noi abbiamo voluto onorare il loro coraggio e cantare l’amore in qualsiasi forma esso sia: per una donna, per l’amicizia, per il divino. E come ogni viaggio porta con sé nuove avventure regalando a chi lo compie orizzonti sconosciuti, così noi, durante il lavoro di arrangiamento, abbiamo ricevuto intuizioni e sensazioni che hanno ridato vita a quei testi e a quelle musiche ormai immobili nel tempo. “Amors me fait commencier a nouvelle chançon”, recita il testo omonimo, spiegando perfettamente come l’amore dia inizio a nuove gesta, come per l’amore ogni cosa sia possibile!

>Recensioni
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1. Selh que no vol
Raimon de Miraval, (? – 1220) – troubadour
2. Eno sagrado en Vigo

martim codax - cantiga de amigo – XIII sec.
3. La reina xerifa
anonimo sefardita
4. A madre de Jhesu Christo
cantiga de santa maria – XIII sec.
5. Mia yrmana fremosa

martim codax - cantiga de amigo – XIII sec.
6. M’entensio/Devetka
peirol - troubadour – XII sec
7. Ay Deus

martim codax - cantiga de amigo – XIII sec.
8. Deux est aussi comme li pellicans
thibaud de navarre (1201-1253) – trouvère
9. Lanqan li jorn
jaufre rudel (1120-1147?) – troubadour
10. Amors me fait commencier

thibaud de navarre (1201-1253) – trouvère
11. Mariam matrem virginem

llibre Vermell de montserrat – XIV sec.


"Selh que no vol/Eno sagrado en Vigo"
download completo (mp3 1,2 MB)
Catia Gianessi:
voce, tamburello, tammorra, claves.
Gabriele Bonvicini:
ghironda, nyckelharpa, bouzouki, voce, claps.
Massimo La Zazzera:
flauto dolce, bansuri, chalumeaux, cialamello, bouzouki, voce, claps.
Igor Niego:
Kaval, gaida bulgara, zarb, def, riqq, tamburello, voce.
Walter Rizzo:
bombarde, tarota, ghironda, voce.
Roberto Romagnoli:
tapan, daf, djembè, oudu drum, madalam, voce.

Hanno collaborato:
Peter Rabanser: voce, claps.
Gianluca Lo Presti: voce.



•Recensioni

da www. mescalina.it, 2005
http://www.mescalina.it/musica/recensioni/recensioni-musica.php?id=1054

I Musica Officinalis si definiscono una formazione di esplorazione sonora tra musica antica e musica dei popoli. Prendiamo per buona la loro definizione, anche perché, per una volta, non è la solita opera ad effetto di un qualche ufficio stampa: questi sei “ragazzi” costituiscono un ensemble, che, tra raccolte, demo e autoproduzioni, è giunto al quarto disco con una proposta alquanto rara, almeno nel nostro Paese.
Se da una parte infatti la musica etnica ed in parte anche quella antica è tornata in auge grazie a gruppi come Radiodervish e Nidi d’Arac, va detto che i Musica Officinalis si distinguono per un approccio incontaminato e quasi filologico: la loro esplorazione è infatti un lavoro di ricerca che non si concede ad arrangiamenti moderni e che si concentra sul recupero di canti strettamente medioevali.
“Amorei” prosegue uno studio volto all’ideale più virtuoso della musica, quello teso a cantare l’esperienza divina attraverso la sua forma umana: dove il precedente lavoro si concentrava sull’acqua come fonte materna di vita, qua tutto ruota attorno ad un amore che anche nelle sue fasi più passionali è altrettanto puro.
La proposta è tanto radicale quanto limpida, tanto severa quanto cortese: non ci troviamo di fronte a musicisti alle prime armi, ma a strumentisti preparati, che portano contemporanemente avanti altri progetti e studi sui propri strumenti. Non si pensi nemmeno ad una rievocazione medioevale, perché qua la musica non è un fatto di costume, riprodotto in modo verosimigliante all’originale: i Musica Officinalis recuperano e riarrangiano con professionalità e con una competenza certosina.
Tanto gli strumenti suonano “nuovi”, cioè ignoti, all’ascoltatore medio, tanto le strutture dei pezzi sono affascinanti e complesse. Bansuri, chalumeaux, kaval, gaida, zarb, def, riqq, tapan, hurdy-gurdy, madalam incuriosiscono non solo per il nome: ognuno di essi rivive in modo spiccato all’interno del disco.
Saranno degli idealisti del tutto fuori dal loro tempo, ma i Musica Officinalis hanno l’obiettivo di far suonare moderna la musica medievale. L’apertura con cui affrontano la materia toglie a questa musica qualunque sapore esotico-turistico: cantiga de amigo e cantiga de Santa Maria si sviluppano in giochi polifonici, disponibili come in una danza. Esemplare la dolcezza melodica di “Ay Deus”, che a confronto fa apparire commerciale la spiritualità dei Madredeus e di tante altre formazioni.
“Amor rei” è lavoro dalle molteplici variazioni, che manca ancora di materiale di produzione propria, ma, nell’attesa, interpreta trovatori e trovieri con la vitalità riservata a cantautori che hanno segnato una generazione vicina.
I Musica Officinalis forse non raggiungeranno la visibilità che altri si sono guadagnati grazie ad una maggiore fruibilità, ma ci rallegra solo il pensiero che esista un progetto tanto idealista e concreto.

Christian Verzelletti
www.mescalina.it

da Folk Bulletin, Aprile 2005

A quattro anni di distanza da "Aqua Mater”, lavoro dedicato all’acqua ed alla Madre Terra, ritorna l’ensemble Musica Officinalis con questo "Amorei” dedicato, come recita il libretto allegato, "……….al fuoco inteso come passione, coraggio, purezza.”
E’ un altro ottimo disco che non fa che confermare quanto detto a proposito del loro esordio; basta ascoltare, per capire a fondo il progetto musicale di questo interessantissimo ensemble che naviga tra il medioevo e la tradizione, la Cantiga De Amigo di Martim Codax "Mia yrmana fremosa” e la successiva trobadorica "M’entensio”. Gli arrangiamenti che Musica Officinalis ha preparato per questi due brani sono sorprendenti per la loro originalità, per l’accuratezza e per lo splendido risultato. La prima, eseguita a cappella, la voce di Catia Gianessi è accompagnata da un sorprendente coro "a tenores”, nella seconda l’esecuzione strumentale di questa composizione del francese Peirol si trasforma durante l’ascolto quasi in una danza bulgaro – macedone grazie anche all’intervento della gaida di Igor Niego.
Ma, a parte i due brani segnalati che sono quasi due "dichiarazione di intenti” da parte del gruppo, tutto il disco si fa apprezzare molto non solo come detto per l’accurata scelta del repertorio (dalle Cantigas di Santa Maria al Llivre Vermeil de Montserrat, dalle già citate Cantigas de Amigo alle composizione trobadoriche) ma anche e soprattutto per la scelta della strumentazione, affiancando a quelle più legata al Medioevo (la ghironda, le percussioni, il cromorno) altre più legate alla musica tradizionale; citiamo solamente la gaida ed il kaval balcaniche, il djembe e oudu drum africani, il riqq ed il daf arabi, la bombarda bretone e ancora il bouzouki e la nickelharpa.
Rinnovo ancora quindi l’invito ad ascoltare questo, ed il precedente, lavoro di Musica Officinalis: sarà una splendida sorpresa sia per i cultori più ortodossi della musica medioevale che per gli appassionati della musica "etnica”. Un punto di contatto tra due mondi musicali straordinari.
Alessandro Nobis


Da “World Music Magazine” N°76 gennaio/febbraio 2006

Un corpus musicale come quello medievale, quello delle musiche sefardite, delle cantigas e del repertorio dei troubadours, permette oggi una notevole varietà di interpretazioni, siano esse estremamente fedeli o quasi completamente slegate dal contesto musicale originale.
Quella dei Musica Officinalis è una proposta molto interessante, che si colloca per scelta del gruppo a metà strada tra filologia e arrangiamento “moderno”.
Seguendo il filo della contaminazione di stili che contraddistingueva le Cantigas de Santa Maria di re Alfonso X il Saggio, Musica Officinalis incorpora negli undici brani di Amorei una serie di elementi di musiche diverse. Spicca fra tutte una non comune componente ritmica, un gusto forte per la polifonia vocale più tradizionale e per tempi dispari e sonorità balcaniche.
Francesco Patruno


da www.pedorra.it, 2004

"Pauc vaul qui on es enveios e qui non dezira pus car, e qui non s'entremet d'amar: Greu pot esser galhart ni pros, car d'Amors ven gaug e ven bes, e per Amor es hom cortes e Amors dona l'art e'l genenh per que bon pretz troba m'antenh"
Nati nel 1997, i Musica Officinalis offrono un percorso di esplorazione attraverso la musica antica e dei popoli. Giunti al loro secondo cd, affrontano un viaggio d'amore e passione attraverso l'elemento naturale fuoco, inteso come passione, coraggio, purezza. In precedenza si erano fatti condurre dall'acqua nell'opposto "Aqua Mater".
I brani prendono in considerazione la tradizione medievale di Francia e Spagna, attraverso trovatori e trovieri, canti sefarditi, cantigas de Amigo e Santa Maria, Llibre Vermell de Montserrat e, grazie all'intensa voce della cantante, Catia Gianessi, e alla bravura dei musicisti che accarezzano tammorre, ghironde, bouzouki, flauti, cialamelle, percussioni, e diversi altri strumenti tradizionali riescono perfettamente a raggiungere l'obiettivo: questo disco sprigiona Amore, per una donna, per l'amicizia, per il divino, per la natura. Stupenda "M'entensio" che narra musicalmente dell'occitano Peirol, interpretata con un accostamento ad una danza balcanica.
Cristhian Scrrano
www.pedorra.it